Il blocco dei collegamenti per il trasporto delle merci tra il Mezzogiorno e il resto d’Italia sta mettendo in seria difficoltà il settore della ristorazione. Secondo quanto riportato da Italia a Tavola, le aree più colpite sono la Sicilia, la Calabria e la Campania, dove alcune attività sono state costrette a chiudere per mancanza di rifornimenti e diverse catene di ristorazione segnalano perdite di fatturato.
Aigrim-Fipe, associazione che rappresenta le imprese della grande ristorazione e dei servizi, sottolinea che le difficoltà coinvolgono diverse centinaia di punti vendita. L’indisponibilità delle merci compromette la regolarità del servizio e, di conseguenza, i ricavi delle imprese. Gli effetti negativi si fanno sentire anche su attività presenti in luoghi strategici come stazioni ferroviarie e aeroporti.
Il problema riguarda la continuità dei rifornimenti lungo la rete distributiva nazionale. Il fermo dell’autotrasporto nel Mezzogiorno ostacola i collegamenti tra le aree produttive meridionali e il resto del Paese, rendendo difficile la distribuzione regolare delle forniture. Le maggiori criticità riguardano ortofrutta fresca e surgelati. I prodotti freschi sono esposti al rischio di deterioramento a causa dei tempi di trasporto prolungati, mentre la distribuzione dei surgelati richiede una gestione rigorosa della catena del freddo.
La mancanza di forniture sta causando difficoltà nella gestione quotidiana delle cucine e nella programmazione del servizio. In alcuni casi, le attività sono state costrette a interrompere temporaneamente l’operatività. Inoltre, il rischio di sprechi alimentari aumenta quando le merci deperibili non riescono a raggiungere tempestivamente le destinazioni previste.