Il mercato della cannabis legale negli Stati Uniti vale 45 miliardi di dollari e si avvia a sfiorare i 100 miliardi entro il 2032. Ma a far davvero tremare i produttori di alcolici è la crescita delle bevande a base di THC, il principio attivo della cannabis.
Secondo quanto riportato da Dissapore.com, il fenomeno si è sviluppato in modo sorprendente, mettendo in difficoltà l’industria degli alcolici. I consumatori spiegano che le bevande al THC offrono effetti rilassanti senza sbornia e senza hangover, attirando chi cerca un’alternativa all’alcol.
Le tensioni sono evidenti. Da una parte i produttori di alcolici chiedono normative più severe, dall’altra i distributori di bevande al THC vogliono proteggere un business in forte crescita.
Il Financial Times ricorda che tutto è iniziato nel 2018, quando la produzione di canapa è stata legalizzata per aiutare gli agricoltori di tabacco in difficoltà. Da lì si è aperta una scappatoia normativa che ha permesso la diffusione di prodotti a base di THC.
Le bevande al THC sono oggi acquistabili nei supermercati e minimarket di 28 stati americani. Marchi come Wynk, Crescent e Nowadays sono diventati popolari, promettendo effetti in pochi minuti grazie a cannabinoidi formulati per un assorbimento rapido, più veloce delle classiche caramelle gommose alla cannabis.
Il mercato genera oltre un miliardo di dollari all’anno. Secondo ricerche NielsenIQ, oltre un quarto degli adulti americani ha provato queste bevande. Le vendite sono cresciute del 74% nell’ultimo anno, arrivando a 289 milioni di dollari.
Il successo delle bevande al THC si inserisce in un contesto più ampio. Stili di vita più salutari e la contrazione del potere d’acquisto stanno mettendo in crisi l’industria degli alcolici.
I gruppi di pressione del settore alcolico, come il Distilled Spirits Council of the United States e il Beer Institute, chiedono regole più severe. Propongono di vendere le bevande al THC solo nei dispensari specializzati, come avviene per altri prodotti a base di cannabis.
Un importante lobbista del settore ha dichiarato al Financial Times: “L’unico modo per regolamentare questo mercato è chiudere il rubinetto e fermare la vendita per poi lavorare su una vera legislazione che lo regolamenti in modo adeguato”.
Una nuova normativa, prevista per dicembre, potrebbe fissare un limite massimo di 0,4 mg di THC per bevanda. La battaglia tra alcool e cannabis è appena iniziata, e il suo esito potrebbe ridisegnare il mercato americano del beverage.
Foto di copertina: Foto di Yura Fresh su Unsplash